Lo studio

QUANTO TEMPO DOVRAI DEDICARCI?

Una volta raggiunta la data di chiusura delle candidature, i soggetti verranno selezionati e si procederà con l’inizio dello studio.
I candidati verranno contattati singolarmente per un primo appuntamento, durante il quale saranno sottoposti ai seguenti test:

– valutazione clinica e posturale
– esame stabilometrico
– analisi computerizzata del passo e della corsa

(in caso di utilizzo di plantare procederemo anche al monitoraggio dell’efficacia dei dispositivi medici utilizzati).


Questa prima sessione di esami richiede un impegno di circa 1h30.


In base alle diagnosi, alle valutazioni rilevate e al vostro profilo clinico, verrà concordato un periodo di monitoraggio e gli appuntamenti successivi necessari alla verifica.

L’eventuale realizzazione di plantari su misura sarà a titolo completamente gratuito, con la sola condizione che sia completato il protocollo di verifica e collaudo per un periodo limitato di 6 mesi.

NELLO SPECIFICO:

LA CORSA E I MUSCOLI CHE VENGONO COINVOLTI

La corsa è uno sport sempre più praticato da uomini e donne di tutte le età.
Correre può aiutarci ad alleviare tensioni ed allontanare preoccupazioni, aiuta a tenere sotto controllo il peso e gli zuccheri nel sangue, migliora lo stato della circolazione e per molti, è anche un toccasana per l’umore!
Insomma, correre fa bene, è vero, ma possono esserci delle controindicazioni.
Infatti, nella corsa, è fondamentale un corretto appoggio del piede.
Durante il cammino l’appoggio del tallone determina un impatto che va dall’80 al 100% del nostro peso corporeo; durante la corsa questo valore può essere anche 7 volte superiore, ed è per questo che correre è più traumatico: 10 km di corsa equivalgono circa a 40 km di cammino.
Una migliore tecnica di corsa e un migliore appoggio possono portare un grande beneficio.

Diversi studi confermano che il 70% dei podisti appoggia il piede di tallone, solo il 30% lo appoggia di mesopiede o di avampiede. E’ oramai noto che l’appoggio del tallone ha un impatto molto più traumatico per le nostre articolazioni.
Durante la corsa il piede attraversa tre fasi fondamentali: la fase di appoggio, la fase di swing e la fase di spinta.
Durante la fase di appoggio ammortizziamo il peso del corpo. La parte laterale della pianta del piede si appoggia al suolo e va a scaricare il peso sull’arto inferiore. Qui i muscoli si contraggono caricandosi di energia elastica.
E’ proprio l’arco plantare che accumula il 30% di questa energia. Senza questo recupero energetico i grandi campioni correrebbero i 200 metri a 13 km/h, invece dei 38 km/h !
Nella la fase di spinta il piede è in posizione arretrata rispetto al baricentro, muscoli scaricano l’elasticità della loro forza per spingere il corpo in avanti, quindi l’energia elastica accumulata nella fase di appoggio viene restituita ai muscoli.
I muscoli del bacino avviano la fase di spinta, proseguita poi dai muscoli della gamba e termina con i muscoli del piede. Terminata la fase di spinta inizia infine la fase di oscillazione.
E’ quindi osservabile come una ripetizione infinita e scorretta di un movimento cosi complesso possa aumentare il rischio di infortuni.


VALUTAZIONE CLINICA E POSTURALE

La Valutazione Posturale è un metodo di studio basato principalmente sull’analisi ed il riconoscimento di disequilibri e compensazioni posturali. Ha lo scopo di elaborare un piano di lavoro efficace a migliorare tali problematiche.
La prima fase si basa sull’osservazione oggettiva globale del soggetto nei tre piani dello spazio: anteriore, posteriore e longitudinale. Si parte dalla posizione anatomica fisiologica del soggetto attraverso la quale possiamo esaminare e valutare l’allineamento dei segmenti corporei che, se scorretto, influenzerà in modo diretto le differenti strutture dell’apparato locomotore.
E’ quindi facile e possibile riscontrare da subito eventuali anomalie, come ad esempio l’atteggiamento della testa (inclinata, traslata, ruotata), il dislivello delle spalle o delle anche (antiversione, retroversione), la posizione delle ginocchia (vare, valghe, iperestese), la mobilità della caviglia (flessione, estensione) e l’appoggio del piede (valgo, varo, iperpronato, ipersupinato).


ESAME BAROPODOMETRICO

Al fine di approfondire quanto emerso da una prima valutazione è necessario avvalersi di strumenti appositi che permettano di ottenere dati tangibili che verranno utilizzati sia per stabilire con esattezza le reali necessità del paziente, sia per poterli confrontare con altri professionisti.
Uno degli esami eseguiti è quello baropodometrico: mediante l’utilizzo di una pedana stabilometrica possiamo ottenere un’accurata valutazione anatomica e funzionale del piede, fornendo una rappresentazione grafica, in tempo reale, delle pressioni esercitate sul suolo, della distribuzione del peso corporeo e di eventuali sovraccarichi (digitali, retropodalici e metatarsali), sia in ortostatismo (fase statica) che durante la deambulazione (fase dinamica).

Nell’esame baropodometrico, fondamentale per lo studio del piede e della postura, durante l’acquisizione in fase statica il paziente viene collocato sopra la pedana nella posizione più naturale possibile, senza vincoli o rigidità, con i talloni allineati sullo stesso piano, le braccia lungo i fianchi, la testa alta e lo sguardo dritto; in fase dinamica invece il paziente dovrà camminarci sopra nella maniera più naturale e abituale possibile, con le braccia lungo i fianchi, la testa alta e lo sguardo dritto.


ESAME STABILOMETRICO

La Stabilometria è un esame che permette di valutare e misurare l’equilibrio attraverso una pedana computerizzata che risponde a precise norme internazionali di costruzione, sensibilità e taratura. L’esame stabilometrico viene utilizzato per lo studio della postura del soggetto, valutando la distribuzione delle forze verticali sul piano di appoggio e misurando la stabilità del soggetto mediante la precisione del controllo posturale e l’energia utilizzata. Serve per stabilire se un determinato tipo di stazione eretta rientri nei limiti della normalità.

La stabilometria statica computerizzata è un esame oggettivo rivolto allo studio quantitativo delle oscillazioni posturali. E’ un test che misura la stabilità di un uomo. Questo esame valuta le oscillazioni compiute dalla persona quando sta in piedi, in condizioni di calma e in assenza di perturbazioni (spontaneus sway). Il mantenere la posizione eretta per ogni uomo è un momento dinamico e non statico.

Si misura la posizione media del centro di gravità del corpo umano (circa 1 cm) e dei suoi piccoli movimenti di aggiustamento intorno a tale posizione, con un errore dell’1%.
Serve per studiare la strategia posturale del paziente e quali movimenti esso debba compiere per mantenere l’equilibrio. La pedana stabilometrica è l’unico strumento in grado di valutare scientificamente tale comportamento.